martedì 6 gennaio 2009
schizofrenia
Prima di partire ho trascorso una notte e un giorno a Gerusalemme... non nella parte est (quella arabo palestinese) ma nella parte ovest (quella ebrea). E' tutto così assurdo e surreale! A Gaza centinaia di persone stanno morendo; a pochi chilometri da qui al di là di un muro c'è Betlemme con i suoi campi profughi, la mancanza di libertà, la mancanza di lavoro, la mancanza di acqua, le strade polverose con la gente gentile e sorridente.... e qui, così vicino e così lontano, sembra di essere in una città europea, tutto ordinato e funzionale, moderno ed efficiente, uomini con barba riccioli e cappelli neri, gente che conduce la propria vita ignara di quanto accade al di là del muro; gente che la mattina si fa la doccia calda in una casa ben riscaldata, si prepara la colazione nel forno a microonde, scende nel parco sotto casa a fare jogging, prende l'autobus in orario per andare al lavoro, entra in banca, va al supermercato, compra i mobili all'Ikea, va a trovare i parenti in America durante le vacanze... mentre dall'altra parte del muro la gente muore lentamente, muore di ingiustizia, muore di oppressione, muore di apartheid, muore di razzismo, muore di ignoranza, muore di disperazione, muore di depressione, muore di impotenza, ma non si arrende e continua a vivere, amare, sorridere, accogliere, sperare, lottare lottare lottare e credere che un giorno potrà esistere una Palestina libera e democratica dove vivranno insieme musulmani, ebrei e cristiani. Un sogno? Per ora solo un incubo.
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1 commento:
Grazie Clo, è stato commuovente leggere la tua testimonianza in questi giorni densi di rabbia per quello che sta accadendo. Buon rientro. Un abbraccio
Luigi
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