
I fratelli di Hamdan hanno un negozio di frutta e verdura vicino a casa e da qualche mese hanno fatto dei lavori in modo da dividere il negozio in due e creare cosi' anche uno spazio per cucinare principalmente i falafel. Ci lavorano Mostafa e Mahmud ma ogni tanto aiutano anche Mahran e Mahdi.
Ieri sera ho trascorso circa tre ore nel loro negozio a chiacchierare e fumare il narghila con loro e gli amici del vicinato. E' una cosa che possono fare solo gli uomini ma a me in quanto europea mi e' concesso. Ala' che e' passata per comprare della verdura quando mi ha visto mi ha detto : "Vieni a casa, cosa fai qui? stai attenta!" L'ho ringraziata e rassicurata e sono rimasta nel negozio in tutta tranquillita' sapendo di essere al sicuro con i miei "fratelli" e i loro amici che erano tutti dei ragazzini intorno ai 18-20 anni. Ho fatto amicizia in particolare con Ata perche' era l'unico che sapeva qualche aprola di inglese. Ata ha 18 anni e sta facendo l'ultimo anno di scuola superiore. All'universit' vuole studiare medicina per aiutare la gente che soffre. In settembre e' stato in Italia a Perugia e a Roma grazie ad uno scambio organizzato dalla sua scuola. Nel tempo libero insegna ai bimbi di Doha a ballare la dabka. Chissa' se riusciro' a farlo venire in Italia a fare qualche seminario di dabka per noi!?
Questa mattina alle 8 io e due ragazze tedesche entrambe di nome Eva, ci siamo date appuntamento in negozio con Mostafa e Mahmud perche' ci insegnassero a fare i falafel. Abbiamo trascorso alcune ore indimenticabili! Come prima cosa abbiamo fatto le pulizie di tutto il negozio ascoltando della sana musica locale. Poi Mostafa ci ha mostrato con pazienza passo passo ogni segreto della ricetta (me l'ha anche scritta, ma in arabo!!!!).
Abbiamo preso 4 chili di ceci che erano stati in ammollo tutta la notte, e li abbiamo macinati insieme a prezzemolo, aglio, cipolla e dei semi di cui prima o poi scopriro' il nome. A questo impasto abbiamo aggiunto una miscela composta da sale, acqua e una serie di circa sei differenti spezie (chiedero' a Manu di tradurmi tutto!). Con questo delizioso impasto si fanno poi le polpettine da friggere. Quando abbiamo terminato questo lavoro abbiamo pulito e riordinato e preparato la tavola per mangiare tutti insieme. Nel frattempo io avevo sminuzzato pomodori e cetrioli e Mahmud ha preparato un insalata verde tipo romana con peperoni ad anelli, homus guarnito con cetrioli, un altro piatto con una specie di insalata russa, un altro con il loro yogurt acido e poi un piatto di avocado fatto a poltiglia e condito con sale e limone... ma detto cosi' non rende (a parte il fatto che non ho ancora imparato il nome in arabo di tutte queste prelibatezze). Al piu' presto mettero' sul facebooh le foto di tutto questo procedimento e potrete vedere la cura e il gusto estetico che hanno anche nella presentazione dei piatti! E' una meraviglia per gli occhi e per il palato. Intorno al tavolo, muniti ognuno del proprio pane, non abbiamo esitato a ripulire i piatti accompagnando il tutto con un infuso fatto bollendo non so quali semi (potrebbe essere finocchio me camomilla).
Grazie fratellini miei ! siete sempre cosi' gentili e premurosi!! come potro' stare senza di voi??
Per ricambiare la cortesia questa sera cena italo-tedesca per tutti!!!!

1 commento:
di tutto quello che scrivi io mi sono soffermato a lungo sui falafel. così, per darti un'idea di cos'è "meschino" davvero..
baci tesoro
Posta un commento